Il Cimitero Monumentale di Bonaria a Cagliari rappresenta un importante museo a cielo aperto dell’arte ottocentesca, custode delle memorie cittadine del “secolo borghese”.
Le sue vie silenziose, adornate da capolavori di scultura, pittura e architettura, sono state fonte di ispirazione poetica e artistica, come testimoniano le opere di Enrico Valdès, Beppe Fanni e Cenza Thermes.
Valdès, nei suoi componimenti in endecasillabi e altri versi, percorre un itinerario topografico tra le tombe più antiche e i luoghi simbolici, riflettendo sul ciclo inesorabile del tempo, della vita e della morte, e sulla memoria che sopravvive nel ricordo, nei libri e nei canti.
Oggi, però, la società occidentale si allontana dai riti tradizionali, favorendo pratiche funerarie rapide che rischiano di trasformare i cimiteri in musei vuoti, a causa del progressivo allentarsi dei legami familiari.
L’opera, animata dalle suggestive immagini di Nicola Castangia, si colloca tra una civiltà “cimiteriale” che riflette sulla memoria e il culto dei defunti, e una “a-cimiteriale” segnata dalla liquefazione dei vincoli sociali e dall’individualismo.
In questo scenario, gli autori si ergono a difensori dell’umanesimo, contrastando la spersonalizzazione e il materialismo dilagante, facendo della collina delle anime un simbolo di memoria e speranza in tempi di perdita dell’identità collettiva.
Enrico Valdès
Nato Cagliari il 23 settembre 1945, laureato in Medicina nell´Università della stessa città e specializzato in Anatomia patologica nell´Università di Milano.
Dal 1970 è stato anatomo patologo in ospedali regionali di Cagliari, con funzioni di primario dal 1981 al 2003.
Attualmente è responsabile del settore di anatomia patologica del laboratorio Valdès di Cagliari.
Ha scritto un centinaio di articoli scientifici su riviste nazionali ed estere.
Dal 2004 si è dedicato allo studio del pianoforte e, recentemente, si è cimentato nella narrativa, con il suo primo romanzo Nientedipiù Nientedimeno.
Ha scritto molti racconti, inediti.