Una chiesa di montagna, piccola, lontana da ogni strada di comunicazione… quasi fuori dal tempo!
Il silenzio. Il raccoglimento accompagnato dalle voci di una natura quasi incontaminata… Il canto degli uccelli, lo stormire delle fronde di pioppi e di castagni...
Un’atmosfera di quiete. Un fondo di mistero... Due tombe...
Riposano, uno accanto all’altro, due uomini, entrambi venuti da oltre il mare: il Beato Giovanni Parenti, primo successore di Francesco d’Assisi come Ministro Generale dell’Ordine, “Su Santu” per gli antichi abitanti della zona, venuto da Carmignano per completare la scelta di una vita di povertà e preghiera; qui morto nel 1250 e sepolto sul “...lato sinistro dell’altare...”;
Pellegrino Giannasi, imprenditore, venuto da Piandelagotti per lavoro. Il suo destino si intreccerà per sempre con quello della piccola chiesa francescana, cui ridarà dignità e funzione.
“Nessuno turba la quiete dei resti mortali del Beato Giovanni Parenti e del Cavalier Pellegrino Giannasi, entrambi sepolti nella chiesetta dedicata a san Francesco, che tanto amarono e valorizzarono questi luoghi con la loro laboriosità e il loro impegno”. (Pietro Paolo Tilocca)
Luciana Falchi Giannasi
Nata a Bolotana (1945), vive nella città di Nuoro. Segue gli studi a indirizzo classico presso il locale Liceo G. Asproni. A Cagliari si laurea in Giurisprudenza, con una tesi di ricerca in Diritto Internazionale. Lavora su documenti che raccoglie dapprima presso l’Archivio di Stato di Cagliari, successivamente presso quello di Torino. Qui ha la possibilità di individuare la Sezione che conserva gli Atti dei Notai che hanno esercitato la professione nel secolo precedente. Verifica la conservazione e la reperibilità di due atti, redatti da Notai di Torino, aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà di terreni e stabili situati in località detta Monte Rasu, fra Bono e Bottidda. Già appartenenti all’ordine Francescano Conventuale, da oltre cento anni sono proprietà della famiglia Giannasi, di cui fa parte la madre. Dopo la prematura morte di questa, sente la necessità di ricostruire, su base documentale, la complessa storia di Monte Rasu, fra la destinazione religiosa ed una lunga parentesi laica. Torna a Torino, recupera in copia autentica due Atti Notarili del 1860 e 1870 e, dalla lettura, trae spunti insperati per iniziare la ricostruzione di una storia che si svolge lungo un periodo di oltre ottocento anni. Sotto lo stimolo pressante dei Francescani sardi riordina la lunga e appassionata ricerca. Dai primi passi delle comunità francescane
nell’isola alle vicende che, lungo i secoli, coinvolgono anche la realtà di Monte Rasu: dai Giudicati all’attività di espansione dei Minori, al destino dell’antico convento (travolto dalle leggi del governo Cavour), all’attività imprenditoriale del Conte Pietro Beltrami, geniale e controversa ...sino all’arrivo di un giovane intraprendente che fa di questo luogo il centro della sua attività lavorativa e della sua vita familiare. Ne riscopre l’origine francescana. Restituisce la chiesetta al culto. Salva e difende tutto dal degrado.